mercoledì 9 luglio 2008

pensieri...

Parigi


Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d’estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro.

N.Hikmet

martedì 8 luglio 2008

diario di bordo, giorno 3


Per quella sera pensò di rubare tre lattine di birra dal frigo dell’ufficio.
L’unico peccato era che era birra Moretti.
Un peccato davvero.

Robbi

domenica 6 luglio 2008

Blanch e Sergione

This is for long-forgotten
Light at the end of the world
Horizon crying
The tears he left behind long ago.

Nightwish, Islander

giovedì 3 luglio 2008

(parentesi)


Come manchi tu
non manca niente
di ciò che ha nome
tu manchi
come la gioia
che nessuno sa chiamare.

Davide Rondoni (l'unica poesia che mi piace)

Diario di bordo, giorno 2


Il peggio, pensava, non è quando le cose le sai, belle o brutte, ma quando non le sai! Quando il tempo ti mangia vivo e tu aspetti. E che altro puoi fare? Aspetti. In silenzio, in piedi, seduta, con o senza Coldplay (meglio senza oserei dire)… non importa quello che fai, ti tocca aspettare.
E intanto pensi di tutto (anche Pappalardo lo diceva. Ma che c’entra?).
La radio trasmetteva sempre le stesse dieci canzoni da tre giorni e per giunta per più volte consecutive durante la giornata! Leona Lewis, i Coldplay (per l’appunto!) e Jovanotti. Oddio, “A te” faceva sempre un certo effetto; certo è che il rischio di diventare folli si alzava ogni giorno di più.
La coscienza ferma di quei giorni era che il peggio avveniva quando lei cominciava a sospirare. Lì allora avveniva la netta separazione tra due parti della testa. Quella terra terra, e quella che spiccava il volo nelle aree eteree dei sogni. E questo non era un bene!

Era partita “Moondance” di Micheal Bublè. Sembrava di tirar fuori la testa dall’acqua quando smetti di respirare. Non l’avrebbe mai detto di Micheal (che per inciso era molto più bello chiamare Bubble, pronunciato Babbol!). Bè insomma, grazie Micheal!
Penso che furono i due minuti e quarantacinque più sollevati di tutta quella giornata. Gli unici minuti goduti di quella giornata, forse.


Robbi

mercoledì 2 luglio 2008

Diario di bordo, giorno 1


Le ore non filavano più via come i primi giorni e questa sensazione le dava l’idea di essere vecchia. I vecchi sono stufi. Cazzata. Anche molti giovani, ed anzi, molti vecchi sono pieni di vita da scoppiare. Come diceva il buon Solone “Con l’invecchiare apprendo ancora molte cose”. E lei a 18 anni faceva fatica ad arrivare alla fine di una giornata di lavoro. Molto bene.
Una lucida follia di luglio, in cui la perversione più grande era stata dare un nome al ventilatore. Mitch, per la precisione, come quel fusto di “Baywatch”.


Robbi

martedì 1 luglio 2008

...just one moment can change everything...